NEVE IN ARRIVO!

NEVE IN ARRIVO!
Siamo giunti all’inizio della prima nevicata dell’anno, condividiamo dunque il bollettino di allerta meteoidrologica di Arpa Piemonte.
Breve analisi: il cambiamento del tempo meteorologico in atto è causato da una discesa di un nucleo di aria artico-marittima che attraverso il golfo del Leone andrà a spostarsi in direzione del Mar di Sardegna. Ció porterà la formazione di un minimo di bassa pressione poco ad ovest della Corsica, che incalanerà aria più umida verso le nostre zone. Le zone che vedranno i maggiori accumuli (si noti l’allerta 2 di Arpa) saranno le aree montuose o pedemontane del torinese e cuneese, questo per il noto effetto “stau”: i venti da oriente, arrivati a contatto con i rilievi montuosi, non possono fare altro che sollevarsi forzatamente a causa dell’orografia, raffreddandosi. Poichè una massa d’aria più fredda può contenere un minor quantitativo di vapore acqueo, l’umidità relativa aumenta con conseguente formazioni di nubi e precipitazioni.
Per quanto riguarda le nostre zone, sono da aspettarsi accumuli maggiori via via che ci si sposta verso verso sud ovest. L’alessandrino vedrà accumuli dell’ordine della spolverata o al più qualche centimetro. Eccezione fatta per le zone collinari a sud dove sono da aspettarsi quantitativi maggiori, specie al confine con l’astigiano. Per quanto riguarda l’astigiano a fine evento sono da aspettarsi quantitativi che variano dalla spolverata/pochi cm sui settori orientali e nord orientali, fino ad accumuli superiori alla decina di centimetri ad occidente. Anche in questo caso sulle zone collinari a sud e sulle Langhe, sono da aspettarsi quantitativi maggiori, nell’ordine dei 15/30cm a seconda della zona.
Una curiosità: in questi minuti deboli fiocchi stanno già cadendo fino in pianura, dove in molto zone la temperatura massima ha raggiunto gli 1/2 gradi appena. Questa a causa del fatto che la copertura nuvolosa, “trasportata” dalla perturbazione in arrivo, ha fatto l’ingresso sul nostro territorio solo in mattinata. Le temperature minime sono dunque state notevolmente basse (complice i cieli sereni, le minime sono state nell’ordine dei -6/-8 gradi in pianura), solo successivamente sono arrivate le nubi che hanno contribuito a mantenere lo strato freddo. Inoltre l’abbassamento dell’umidità portato dai venti di foehn nei giorni scorsi fa sì che, già dopo le prime precipitazioni, avvenga un repentino abbassamento della temperatura negli strati più vicino al suolo. Infatti quando il fiocco di neve fonde, per compiere il passaggio di stato, necessita di un po’ di calore; calore che sottrae all’ambiente.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.